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Mio figlio si annoia subito: quali giochi scegliere?

“Papà, mamma, mi annoio.”

In oltre venticinque anni trascorsi tra giocattoli, bambini e genitori, questa è una delle frasi che ho sentito più spesso. E ho imparato una cosa: quando un bambino si annoia facilmente, la soluzione non è necessariamente offrirgli più giochi.

Spesso è vero il contrario.

Un buon gioco dovrebbe lasciare al bambino qualcosa da fare, da immaginare, da costruire o da risolvere. Se fa tutto lui, se offre subito ogni risposta o se esaurisce la sorpresa in pochi minuti, può essere bellissimo da vedere ma molto meno interessante da continuare a giocare.

Quindi, quali giochi scegliere per un bambino che si annoia facilmente?

In genere consiglio di cercare giochi che possano essere utilizzati in modi diversi, che propongano una piccola sfida adeguata all'età e che permettano al bambino di sentirsi protagonista del gioco. Costruzioni, giochi creativi, puzzle e rompicapo, giochi di immaginazione e alcuni giochi open ended possono funzionare molto bene proprio perché non consegnano al bambino un'esperienza già confezionata.

Non significa che esista il “gioco contro la noia” valido per tutti. Età, interessi, capacità e carattere del bambino contano molto più della scritta sulla scatola.

Provo allora a raccontarti cosa guarderei io prima di scegliere.


Bambini concentrati mentre giocano insieme a un gioco da tavolo.

Perché alcuni giochi annoiano dopo cinque minuti?


Non sempre un bambino abbandona un gioco perché ha poca capacità di concentrazione. A volte è semplicemente il gioco ad avergli già detto tutto.

Penso, per esempio, ai giocattoli nei quali basta premere un pulsante per ottenere sempre lo stesso suono, la stessa luce o lo stesso movimento. Possono attirare immediatamente l'attenzione, ma non necessariamente riescono a mantenerla a lungo.

Un gioco tende invece ad avere una vita più lunga quando lascia qualche domanda aperta: “Cosa posso farci ancora?” “Posso costruirlo diversamente?” “Riesco a trovare un'altra soluzione?”

È una distinzione che considero importante quando scelgo un giocattolo: attirare l'attenzione e alimentare la curiosità non sono la stessa cosa.

Per questo, davanti a un bambino che passa velocemente da un gioco all'altro, prima di cercare qualcosa di nuovo proverei a osservare una cosa molto semplice: i giochi che ha a disposizione gli chiedono di partecipare oppure gli chiedono soprattutto di guardare?


“Cosa cercare in un gioco per un bambino che si annoia facilmente”


Quando un genitore mi chiede un gioco per un bambino che “si stufa subito”, non partirei dal prodotto. Partirei da quattro caratteristiche che, nella mia esperienza, vale la pena cercare.

1. Un gioco che non abbia una sola risposta

Più possibilità offre un gioco, più facilmente il bambino può tornarci. Costruzioni, materiali creativi, piste, personaggi, giochi di ruolo e molti giochi open ended permettono di inventare ogni volta qualcosa di diverso. Oggi una costruzione può diventare una casa, domani un'astronave e dopodomani qualcosa che probabilmente un adulto non avrebbe mai immaginato. Qui il valore non sta nella quantità di funzioni presenti nel giocattolo, ma nello spazio che il gioco lascia all'iniziativa del bambino.

2. Una sfida possibile, ma non troppo facile

Anche puzzle, rompicapo e giochi di logica possono trattenere a lungo l'interesse, purché la difficoltà sia quella giusta. Se la soluzione è immediata, la sfida finisce. Se invece appare irraggiungibile, può arrivare la frustrazione e il gioco viene abbandonato. Cercherei quindi quel piccolo territorio intermedio nel quale il bambino pensa: “Non ci riesco ancora… ma forse posso farcela.” È spesso proprio il desiderio di arrivare alla soluzione a farlo tornare spontaneamente sul gioco.

3. Qualcosa che permetta di fare, non soltanto di guardare

Toccare, montare, smontare, infilare, disegnare, incastrare, trasformare, sperimentare. Ho sempre avuto una particolare preferenza per i giochi che coinvolgono le mani, perché quando il bambino deve intervenire direttamente ciò che accade dipende anche dalle sue decisioni. Non significa che un giocattolo elettronico sia necessariamente poco interessante. La domanda che mi farei è un'altra: quanto deve fare il bambino perché il gioco continui?

4. La possibilità di crescere insieme al bambino

Alcuni giochi hanno una caratteristica preziosa: non vengono utilizzati nello stesso modo per sempre. Un bambino piccolo può iniziare semplicemente esplorandoli. Successivamente può inventare costruzioni, regole, storie o sfide sempre più complesse. Sono spesso questi i giochi che sorprendono di più anche i genitori, perché vengono ripresi dalla cesta dopo settimane o mesi e utilizzati in un modo completamente nuovo. Un buon gioco non deve necessariamente intrattenere per ore al primo utilizzo. È molto più interessante quando offre un motivo per tornarci.


Guglielmo nella Bottega dei Giocattoli di Magorium mentre fotografa una trottola in latta

E l'età? Conta, ma non basta.

L'età indicata sulla confezione è importante e va sempre rispettata, soprattutto per ragioni di sicurezza e per scegliere un gioco compatibile con le capacità del bambino.

Ma due bambini della stessa età possono avere interessi, abilità e modi di giocare completamente diversi.

Per questo, quando consiglio un gioco, oltre all'età cerco di capire che cosa piace fare davvero a quel bambino.

Ama costruire e smontare? Inventare storie? Disegnare? Risolvere piccoli problemi? Muoversi? Giocare insieme agli altri oppure riesce a concentrarsi più volentieri quando è da solo?

L'età mi aiuta quindi a delimitare il campo. L'osservazione del bambino mi aiuta a scegliere.

E se il problema è proprio che “si annoia subito”, cercherei soprattutto di capire quali attività riescono già oggi a catturare spontaneamente la sua curiosità. Quel piccolo indizio può essere molto più utile della ricerca del giocattolo più nuovo o più pubblicizzato.

Quali tipi di giochi sceglierei per un bambino che si annoia facilmente?

Non esiste una categoria perfetta per tutti. Ma ci sono alcuni tipi di gioco verso i quali mi orienterei più facilmente quando cerco qualcosa capace di essere ripreso, trasformato o esplorato nel tempo.


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Concludendo...

Non esiste una categoria perfetta per tutti. Ma, quando cerco un gioco capace di mantenere viva la curiosità, tendo a preferire quelli che lasciano qualcosa nelle mani e nella testa del bambino.

Può essere una costruzione da inventare e reinventare, un puzzle o un rompicapo che propone una sfida, un'attività creativa che non stabilisce in anticipo quale debba essere il risultato oppure un gioco di immaginazione nel quale sono i bambini a decidere che cosa succederà.

Più che chiedermi “Quanto farà divertire questo gioco?”, proverei quindi a chiedermi:

“Quante cose diverse potrà farci mio figlio?”

È una domanda semplice, ma in tanti anni passati a scegliere giocattoli è diventata per me uno dei criteri più utili.

...La noia non è sempre un problema da risolvere.

C'è infine una cosa che considero importante ricordare: non dobbiamo necessariamente riempire ogni momento di noia dei bambini.

A volte proprio uno spazio vuoto può diventare il punto di partenza per inventare qualcosa, riprendere un vecchio gioco, costruire, disegnare o semplicemente trovare da soli che cosa fare.

Il compito di un buon giocattolo, allora, non è quello di occupare continuamente il bambino.

È piuttosto quello di offrirgli una possibilità.

Una possibilità abbastanza interessante da accendere la curiosità, ma abbastanza aperta da lasciare a lui il resto del lavoro.

Forse è proprio questa la differenza tra un gioco che intrattiene per qualche minuto e un gioco al quale un bambino sceglie di tornare.


Guglielmo

Magorium – La Tua Bottega dei Giocattoli

 
 
 

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