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Preferisci giochi che coinvolgono le mani.

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Perché è così che imparano davvero.**

Te lo dico come lo direi in negozio, senza girarci troppo intorno. Quando devi scegliere un gioco, guarda le mani del bambino. Chiediti: avrà qualcosa da fare?

Perché i bambini imparano così. Muovendo, toccando, provando. Non stando fermi a guardare.

Le mani arrivano prima di tutto il resto

Prima delle parole, prima delle spiegazioni, i bambini usano le mani. Prendono, spingono, infilano, smontano. A volte buttano giù tutto. E va bene così.

Ogni gesto è un tentativo di capire come funziona il mondo. E un gioco che coinvolge le mani li aiuta proprio in questo: a fare esperienza, non solo a osservare.


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Quando le mani sono occupate, la testa si calma

L’ho visto mille volte. Un bambino che costruisce una torre, che infila una perla, che prova e riprova… a un certo punto si concentra davvero.

Non perché glielo chiediamo noi, ma perché il gioco lo tiene lì, dentro il momento.

Niente rumore inutile, niente luci che distraggono. Solo lui o lei, le sue mani, e quello che sta cercando di fare.

Costruire li fa sentire capaci

C’è una cosa che mi colpisce sempre: quando un bambino riesce in qualcosa da solo, cambia postura. Si raddrizza. Si illumina.

I giochi manuali fanno questo. Danno piccoli obiettivi, alla loro portata. E ogni volta che ce la fanno, cresce un po’ la fiducia in sé.

È una crescita silenziosa, ma potentissima.


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I giochi migliori non spiegano tutto

I giochi che preferisco sono quelli che non dicono “si fa così e basta”. Lasciano spazio.

Un pezzo oggi è una strada, domani una torre, dopodomani una barca. E ogni volta il gioco è nuovo, anche se è lo stesso da mesi.

Questo è il bello dei giochi che passano dalle mani: non stancano, perché cambiano insieme al bambino.

Se devo darti un consiglio semplice

Quando sei lì che stai scegliendo, pensa a questo: incastrare, costruire, infilare, smontare e ricominciare.

Se un gioco permette tutto questo, stai andando nella direzione giusta. Meglio ancora se è fatto con materiali che si sentono “buoni” al tatto, solidi, pensati per durare.


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In fondo è tutto qui

Un buon gioco non deve fare effetti speciali. Deve far venire voglia di usarlo.

E se coinvolge le mani, il resto arriva da sé: attenzione, concentrazione, autonomia.

Se poi vuoi andare sul sicuro, nella Bottega di Magorium trovi giochi scelti con lo stesso criterio con cui li avrei scelti per i miei figli. Con calma, e con un po’ di esperienza sulle spalle.

Al prossimo Post...Guglielmo

 
 
 

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